Curiosità

Chanel: più che ‘modista’

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Durante la Belle Epoque le donne erano strizzate nei corsetti, avviluppate in sottogonne e ricoperte di abiti plissettati e drappeggiati. Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio, abbassò il punto vita, nobilitò il jersey e fece diventare chic lo stile dei marinai di Deauville. E, come se non bastasse, introdusse pure l’utilizzo dei pantaloni femminili. Ma Gabrielle Chanel, detta Coco, non fu soltanto una straordinaria modista. Lavorò anche per il teatro e per il cinema diventando amica e mecenate dell’avanguardia artistica e culturale parigina. Frequentò molti dei grandi della sua epoca tra cui Picasso, Djagilev, Cocteau, Colette e Stravinskij. Perfino Churchill era rimasto impressionato dalla sua forte personalità: “è arrivata la famosa Coco Chanel e io mi sono infatuato di lei, una donna tra le più competenti e gradevoli che ci siano” aveva scritto il futuro Primo Ministro inglese alla moglie. Fra le forti passioni di Chanel, oltre all’amatissimo Boy Capel, ci furono anche un nipote dello zar, il granduca Dmitrij Romaniv, un cugino del re d’Inghilterra, il duca di Westminster e il poeta surrealista Pierre Reverdy. Nell’autunno 1965 a Losanna, Gabrielle Chanel scrisse il testamento con cui istituì come suo unico erede la fondazione COGA di Vaduz. Questa fondazione il cui nome è l’unione delle prime sillabe di Coco e Gabrielle era una holding creata con lo scopo di pagare le pensioni per alcuni vecchi servitori, impiegati, amici nel bisogno e anche per l’orfanotrofio di Aubazine dove era cresciuta. Ma COGA finanziava anche giovani artisti e persone che soffrivano. Gabrielle (Coco) Chanel era una donna capace di grandi gesti di generosità in molteplici occasioni, purché non le venisse chiesto niente.

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