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Chanel reinventa il tubino

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Il tubino nero sta al primo posto nella classifica degli abiti prediletti delle donne di tutto il mondo, seguito da Jeans e Wonderbra. Prima che Chanel lo sdoganasse negli anni Venti era considerato un abito indecente se indossato fuori dal contesto di lutto. Minimale, versatile, accessibile ed elegante la petit robe noir di Chanel fu consacrata nel 1926 su Vogue America che la paragonò, per semplicità e diffusione, all’automobile Ford T. Il tubino rinasce con Chanel negli anni dell’Art Deco, un movimento artistico che deve il suo nome a un’esposizione che si era tenuta a Parigi nel 1925 e che aveva coinvolto non solo le arti visive ma anche l’architettura e la moda e che segnò la disfatta dello stilista Paul Poiret, un rivale di Coco, che chiamava lo stile di Chanel ‘misérailisme de luxe‘. In effetti il suo tubino divenne presto il simbolo della cosiddetta ‘povertà di lusso’ ma con un successo inaudito tanto che lo si può considerare il precursore del manifesto ideologico contemporaneo ‘less is more’. Con un paio di giro di perle e la mitica borsa Chanel 2.55 creata da Coco nel febbraio 1955, nulla più manca alla donna, libera, moderna e dinamica che Chanel aveva sempre in mente quando creava. La popolarità del tubino nero aumentò negli anni Sessanta quando Audrey Hepburn ne indossò un modello di Givenchy nel film “Colazione da Tiffany”. Nel 2006 quell’abito è andato all’asta a Londra per 410 mila sterline .

 

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