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Gibson Girls

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Le Gibson girls furono il primo vero modello sex symbol del ‘900.

Con le sue illustrazioni satiriche Charles Dana Gibson disegnò il modello della bellezza americana del periodo di fine Belle Époque nei primi anni del Novecento.

Alta, snella, prosperosa, raffinata, calma, spietata e sicura di sé: questa era la Gibson girl. Il collo esile e i capelli lunghissimi raccolti in alto in chignon e pompadour cotonati sono i dettagli che hanno reso rendono uniche e inconfondibili le donne disegnate da Gibson.

Una delle illustrazioni più celebri fu la vignetta The Weaker Sex (il sesso più debole) che comparve su magazines come Scribner’s, Harpers, Collier’s e The Century. In questo disegno Gibson si prendeva gioco del maschilismo della società americana dell’epoca disegnando un piccolo ometto grande come un insetto che veniva analizzato con la lente di ingrandimento da tre giovani donne avvenenti molto più grandi di lui.

La modella dell’illustratore americano fu anzitutto sua moglie. Ma non solo. Gibson si lasciò ispirare anche dall’attrice teatrale Camille Clifford e dalla modella Evelyn Nesbit, celebre per essere rimasta coinvolta in uno dei più celebri omicidi dell’epoca, quello dell’architetto Stanford White, ucciso dal marito di Evelyn nel 1906. Dalla vicenda furono tratti i film L’altalena di velluto rosso e Ragtime.

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