Arte

Hitchcock secondo Truffaut

Non tenere tutto per te...condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on Google+
Google+
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

In cinquanta ore di colloqui Hitchcock rispose a centocinquanta domande. Era l’agosto del 1962 quando il maestro della suspense si prestò all’intervista fiume condotta dal regista e critico cinematografico francese François Truffaut.

Hitchcock aveva 63 anni ed era la culmine del successo nonché al centro delle critiche di chi riduceva il suo lavoro a puro intrattenimento e sterile capacità tecnica.

Truffaut impiegò ben quattro anni per sbobinare il materiale registrato, ordinarlo e trascriverlo ma alla fine riuscì a fare emergere il ritratto di Hitchcock come fine e ironico regista, attentissimo alla narrazione visiva ma anche uomo fragile che si celava dietro un apparente cinismo nei confronti della vita reale.

L’intervista tratta analiticamente ciascun film di Hitchcock, si interroga sull’arte cinematografica, sul suo linguaggio e sulla sua strategia, indaga le leggi che presiedono il montaggio e il taglio delle inquadrature, la tecnica narrativa e mostra come dietro all’abilità cinematografica del grande regista inglese esistesse un universo di emozioni e sentimenti su cui costruiva storie che mettevano sempre al centro l’uomo nella sua nuda realtà.

La prima edizione del libro Il cinema secondo Hitchcock uscì nel 1966, oggi in Italia è edita dal Saggiatore.

Non tenere tutto per te...condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on Google+
Google+
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Pingback: I Camei di Hitchcock | OggiScopri

I commenti sono chiusi.