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Il mistero di Anastasia

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Settanta anni dopo l’esecuzione della famiglia Romanov a Ekaterinburg furono ritrovati 11 scheletri appartenenti ai 4 servitori dei Romanov e a 7 membri della famiglia imperiale.

Ma all’appello mancavano due resti: quelli dello zarevic Alessio e della granduchessa Anastasia. Da lì ebbe inizio il mito di Anastasia, la principessa scampata alla strage dei Romanov.

Il 17 febbraio del 1920 una giovane ragazza senza soldi e senza documenti tentò il suicidio a Berlino. Al suo risveglio disse di essere la granduchessa Anastasia figlia di Nicola II di Russia. Fu presa per pazza e ricoverata in un ospedale psichiatrico. Anni dopo prese il nome di Anna Anderson e da quel momento in poi non smise di dichiarare di essere la granduchessa Anastasia.

Almeno un altro paio di centinaia di persone negli anni affermarono di esser eredi Romanov scampati alla morte ma la storia di Anna Anderson tra tutte è la più credibile. Anzitutto perché la ragazza assomigliava come una goccia d’acqua alla granduchessa in ogni particolare. I dubbi rimasero fino al 1984 quando Anna Anderson morì senza che fosse provata la certezza sulla sua identità.

Anche il test del DNA sui resti della sedicente Anastasia non sono stati in grado di risolvere uno dei più grandi misteri della storia contemporanea.

La storia di Anastasia appassionò il cinema e ispirò canzoni. Il primo film risale al 1928, il più recente invece è un film di animazione della Disney uscito del 1997. Tra tutti il più famoso è quello del 1956 con Ingrid Bergman che le valse l’Oscar come miglior attrice nel 1957.

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  1. Pingback: I finti Romanov | OggiScopri

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