Arte

Il nome della rosa

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Prima del Nome della Rosa Umberto Eco aveva pubblicato saggi per lo più di semiologia. Nel 1980 presentò il suo primo romanzo alla casa editrice Bompiani. Era un giallo storico ambientato nel medioevo tra i monaci di un monastero benedettino del nord Italia.

La trama intrecciata di giochi letterari e giochi di parole è un labirinto di citazioni dotte, ma non solo. Il Nome della rosa è considerato un capolavoro della letteratura post-moderna per varie ragioni, una delle quali è la sua capacità di essere letto a più livelli da tutti i lettori, quelli più dotti e quelli meno. Comunque le scene e la lingua arrivano a trasmettere l’atmosfera e la ricchezza dei contenuti del libro.

Da Sherlock Holmes, allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, dagli scritti medievali a Voltaire nel Nome della rosa Eco coglie elementi narrativi e stilistici dalle più svariate fonti letterarie. Tuttavia riesce a infondere al suo libro uno stile e un carattere unico e inconfondibile che ha fatto del libro una delle opere più decisive della letteratura del Novecento.

Il Nome della rosa è stato inserito nella lista dei 100 libri del secolo di Le Monde sebbene proprio dalla Francia Eco racconta di aver ricevuto una stroncatura. Pare che dopo la lettura del manoscritto il suo editore francese commentò così:

“Cher Umberto, la baleine est trop grande, elle ne peut pas nager. La balena è troppo grande, non può stare a galla”.

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