Arte

Il Pecorone

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Circa trenta anni dopo il Decameron di Boccaccio venne pubblicata a Firenze un’altra raccolta di novelle suddivise in giornate e racchiuse in una cornice narrativa dal titolo Il Pecorone.

L’autore di questo testo è un certo Giovanni da Firenze, non meglio identificato che dalla sua sola provenienza.

Di fatto nel Pecorone i riferimenti al Decameron di Giovanni Boccaccio sono numerosi, anche nello stile licenzioso tendente allo scabroso e all’erotico. Ma ciò che nei secoli fece la fortuna del Pecorone non fu tanto la somiglianza con il Decameron quanto il destino della novella di Giannetto, una specie di dark comedy ante litteram.

Due secoli dopo la pubblicazione del Pecorone il racconto di Giannetto ispirò niente di meno che William Shakespeare nella stesura della sua celeberrima opera Il Mercante di Venezia, la cui trama riprende abbondantemente quella della novella trecentesca contenuta nell’opera di Ser Giovanni da Firenze.

Shakespeare decise di mantenere pressoché intatti i personaggi principali come Bassanio, Shylock e Porzia, nonché la vicenda centrale della penale della libbra di carne. Poi il Bardo si affrancò dal suo debito con il Pecorone esprimendo tutto il suo genio poetico in quella che è diventata una delle sue opere più note e celebrate nei secoli.

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