Arte

La Dolce Vita di Fellini

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Pubblico, critica, intellettuali e clero ebbero molto di cui parlare quando nel 1960 uscì La Dolce vita di Federico Fellini. Il film non rappresentò soltanto una svolta nella vita personale e professionale del suo regista: fu una pellicola rivoluzionaria per tutto il cinema internazionale.

La scena con Anita Ekberg nella fontana di Trevi con Mastroianni è divenuta un’icona del cinema del ‘900. Il film ha avuto influenze anche sul costume e sul linguaggio. Il nome Paparazzo con cui oggi si definiscono i fotografi del gossip dei giornali scandalistici deriva da uno dei personaggi di Fellini. Il maglioncino a collo altro che indossa Mastroianni a tutt’oggi viene chiamato dolcevita, dal film.

La Dolce Vita vinse la Palma d’Oro alla 13°edizione del Festival del Cinema di Cannes e il premio Oscar ai costumi di Piero Gherardi. Tre nastri d’argento al soggetto originale, a Marcello Mastroianni e a Gherardi per le scene.

L’influenza della pellicola di Fellini fu tale e ampia in tutti gli ambiti della cultura da lasciare traccia perfino nelle storie del fumetto Topolino che nel febbraio 2012 al numero 2935 ha dedicato al film la storia principale dal Topolino e il ritorno alla Dolce Vita. Nella canzone Motorpsycho Nightmare anche Bob Dylan citò il film.

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