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L’ultimo Zar di Russia

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Nicola il pacifico, Nicola il sanguinario, Nicola il santo grande portatore della Passione.

Tutti questi appellativi diversi fanno riferimento alla stessa persona, allo stesso ultimo zar di Russia.

Nicola II Romanov visse a cavallo tra due secoli troppo diversi tra loro.

La sua figura mite, tradizionalista, reazionaria e sobria non resse alle spinte delle grandi rivoluzioni in atto nel Novecento e soprattutto in Russia.

« Non sono pronto a essere uno zar. Non ho mai voluto esserlo. Non so nulla su come si governa. Non ho la minima idea di come si parli ai ministri »

Così scriveva nei suoi diari il giovane zar quando il primo novembre 1894 morì il padre Alessandro III di Russia. Pochi giorni dopo fu incoronato imperatore.

Durante il regno fu considerato pacifico, fin troppo, in un clima di forte tensione quale era quello Europeo alla vigilia della prima Guerra Mondiale.

Nel 1905 ci fu a San Pietroburgo una manifestazione di protesta da parte di operai e contadini che chiedevano riforme. Senza avvertire lo zar i funzionari di Palazzo repressero il corteo nel sangue. Lo Zar fu avvertito solo in seguito di quanto era avvenuto ma quell’episodio gli valse l’appellativo di sanguinario.

Quando nel 1917 la rivoluzione russa scoppiò con tutto il suo furore lo zar e la sua famiglia furono fatti prigionieri dai bolscevichi ed eliminati nei soviet vicino agli Urali.

Nel 2000 la Chiesa Ortodossa ha riabilitato la figura dell’ultimo zar di russia dichiarando Santi Martiri Portatori della Passione Nicola II e la sua famiglia trucidata a Ekaterinburg nel febbraio del 1917, pochi mesi prima dello scoppio della Rivoluzione di Ottobre.

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