Arte

Nastagio degli Onesti

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Nel 1483 a Firenze si celebrarono le nozze tra Giannozzo Pucci (già al secondo matrimonio) e Lucrezia Bini (quindicenne).

Erano due illustri esponenti di antiche famiglie fiorentine: una ricchissima, l’altra non tanto, ma molto intenzionata a diventarlo. Insieme combinarono un bel matrimonio d’interesse patrocinato da Lorenzo dei Medici in persona. Non senza ironia il Magnifico decise di donare come decorazione per la futura camera degli sposi la riproduzione della storia di Nastagio degli Onesti, raccontata nella quinta giornata del Decameron di Boccaccio.

Il protagonista della novella è un giovane di Ravenna che si innamora follemente della figlia di un ricco concittadino. La ragazza però rifiuta le sue avances. Così il triste Nastagio si rifugia in un bosco dove assiste a una visione infernale in cui una donna nuda viene assaltata da un branco di cani aizzati da un cavaliere.

Di fronte allo stupore di Nastagio il cavaliere racconta di aver amato quella donna e di essere stato da lei rifiutato: per contrappasso dopo la morte è stato condannato ad inseguirla e ucciderla per dare il suo cuore crudele in pasto ai cani. Così Nastagio decide di invitare la sua amata a un banchetto allestito proprio in quel bosco, con la speranza che la visione infernale la convinca a cedergli. In questo modo Nastagio degli Onesti conquista il sì della giovane e la sposa.

Per realizzare l’opera Lorenzo il Magnifico chiamò da Roma Sandro Botticelli e questi decise di sintetizzare la novella di Boccaccio in quattro tele che raccontano altrettanti episodi.

Tre di esse oggi sono conservate al museo del Prado di Madrid, mentre l’ultima tela, quella della scena del matrimonio, si trova nella sua sede originale di Palazzo Pucci a Firenze.

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