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Pagato per non correre

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Nel 1930 il ciclista Alfredo Binda era uno dei corridori più forti del mondo.

Nella sua carriera sportiva si è aggiudicato cinque Giri d’Italia, tre campionati del mondo su strada, quattro Giri di Lombardia, due Milano-Sanremo e quattro Campionati nazionali su strada.

Insomma Binda non aveva uguali. La sua superiorità netta rispetto a tutti gli altri sfidanti rendeva i risultati scontati e stava facendo perdere interesse per i tifosi del Giro di Italia.

Fu così che nel 1930 gli organizzatori presero una decisione storica: proposero a Binda una somma di denaro pari a quella del vincitore a patto che non corresse. Il ciclista accettò di starsene a casa per 22.500 lire ma poi se pentì amaramente. E lo confessò anni dopo quando già era diventato commissario tecnico della Nazionale Italiana. Si rifece guidando le trionfali spedizioni alla Grande Boucle con Bartali nel 1948, Coppi nel 1949 e Nencini nel 1960.

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