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Piero e Raimondo D’Inzeo

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Nella storia dell’equitazione Piero e Raimondo D’Inzeo hanno segnato generazioni di cavalieri e appassionati. Parteciparono a ben otto edizioni dei Giochi Olimpici tra Londra ’48 e Montreal ’76, trascorrendo insieme più di mezzo secolo a cavallo.

Il più giovane dei due, Raimondo, nel 1998 è stato eletto il miglior cavaliere della storia con sei medaglie olimpiche aggiudicate.

Il padre dei due fuoriclasse si chiamava Costante, era cresciuto in mezzo ai cavalli, in Abruzzo. Sotto le armi, nei Lancieri a Firenze, si era mostrato provetto cavaliere. Poi si dedicò all’addestramento dei cavalli. Studiò a fondo la tecnica di Caprilli modificandola: per lui contava portare il cavallo fino davanti all’ostacolo per lasciarlo libero di saltare. I suoi cavalli furono quelli addestrati meglio al mondo. Divennero perfino più importanti dei loro cavalieri. Tra i più famosi c’è Nasello che divenne leggenda.

Fu Costante a iniziare i figli all’equitazione, poi furono i ragazzi a coltivare la passione fino al momento della massima gloria che arrivò ai Giochi di Roma del 1960. Nonostante tre errori nella seconda manche Raimondo si aggiudicò l’oro. E Piero l’argento. In quell’anno, a 36 anni, Raimondo vinse ancora e fu campione del mondo.

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