Curiosità

Polifemo

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Se l’ira di Achille contro Agamennone ed Ettore è la vera protagonista dell’Iliade,
nell’Odissea è l’ira di Poseidone contro Ulisse il motore del poema e il filo conduttore
della storia.

Il dio del mare è irato contro Ulisse perché questi ha ingannato suo figlio
Polifemo accecandolo e quindi si vendica. In che modo? Scatenando contro la nave di
Ulisse venti impetuosi che causano continui naufragi impedendo il suo ritorno a casa.

Omero racconta la storia di Polifemo nel nono libro dell’Odissea quando Ulisse e i suoi compagni sbarcano in Sicilia. Qui vivono i Ciclopi, pastori dall’aspetto umano dotati di
forza smisurata e di un occhio solo e tondo al centro della fronte (Ciclope significa occhio
tondo).

Per scappare dalla grotta del gigante monocolo dove si era rifugiato con i
compagni Ulisse usa l’astuzia. Prima lo fa ubriacare e poi nel sonno lo acceca con un
bastone aguzzo. Al suo risveglio Polifemo non riesce a prendere Ulisse e i suoi compagni
che scappano aggrappati alla pancia delle pecore, né a chiedere aiuto ai suoi amici
Ciclopi perché nel colloquio precedente Ulisse si era presentato come Outis che in
greco significa nessuno.

Polifemo in Sicilia non è solo una leggenda. È anche il nome di un elefante nano alto meno di un metro nel cui cranio si scambiò la cavità nasale della proboscide con la cavità oculare. I suoi resti fossili vecchi di 5mila anni sono stati trovati in Sicilia e a Malta.

Non è un caso che il simbolo ufficiale della città di Catania sia proprio
un elefante che testimonia la presenza di questi animali nell’era paleolitica.

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