Arte

Amor ch’a nullo amato amar perdona

Non tenere tutto per te...condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

È uno dei versi più noti e celebrati della Divina Commedia dantesca. La sua esegesi è tanto famosa quanto complessa, ma si può dire che il senso letterale di questi versi sia

L’Amore che a nessuno risparmia, se amato, di amare a sua volta

Si trova nel Canto V dell’Inferno ed è pronunciato da Francesca da Rimini, l’amante di Paolo Malatesta uccisi entrambi da Giangiotto, rispettivamente marito e fratello dei due. Dante pone Paolo e Francesca nel girone dei lussuriosi, non li assolve dunque dal loro peccato ma, a differenza di ciò che avviene in altri gironi dell’inferno, qui il poeta non esprime nessun giudizio nei confronti delle anime dannate.

Anzi mostra pietà e comprensione perché riconosce che il loro peccato è il risultato della contraddizione tra il precetto religioso e la forza naturale (e inarrestabile) dell’Amore.

Un tema caro al poeta fiorentino che lo accompagnerà in tutto il suo viaggio nell’aldilà: dall’Inferno con Paolo e Francesca fino al Paradiso con Beatrice, e poi a Dio.

Questo passaggio della Divina Commedia ha ispirato tanti autori della storia della letteratura italiana, ma non solo. Anche diversi cantautori italiani dei nostri giorni lo hanno inserito nei loro testi: tra di loro c’è Lorenzo Jovanotti con Serenata Rap, Ci vorrebbe un amico di Antonello Venditti e Un tempo indefinito di Raf.

Non tenere tutto per te...condividi!
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Pin on Pinterest
Pinterest
Share on LinkedIn
Linkedin
Email this to someone
email

Commenti

commenti

1 Commento

  1. Pingback: Rimini | OggiScopri

I commenti sono chiusi.