Arte

Arlecchino

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Duplice è l’origine della maschera di Arlecchino. Da una parte si rifà alla tradizione dello Zanni bergamasco e dall’altra si ispira ai personaggi diabolici e farseschi della commedia medievale francese.

Arlecchino apparve in teatro nella seconda metà del 16mo secolo e raffigurava il servo ignorante e astuto, sempre affamato. Il personaggio dello Zanni presto fu individuato dal costume che indossava è da qui nacquero delle varianti come Pulcinella e Arlecchino.

Fu poi l’attore italiano Alberto Ganassa a recitare il personaggio a Parigi scegliendo come nome d’arte Harlequin ispirandosi a Hellequin un personaggio della tradizione popolare francese.

Arlecchino fu uno dei personaggi centrali della Commedia dell’Arte Italiana, una forma di rappresentazione teatrale diversa dagli altri spettacoli perché non era basata su testi scritti ma da canovacci, cioè indicazioni di massima sull’identità dei personaggi e le loro inclinazioni a partire dalle quali di volta in volta si ricreava uno spettacolo sempre diverso in scena. Veniva chiamata anche commedia all’improvviso o commedia degli Zanni perché quello del servo era uno dei caratteri principali insieme a quello dell’innamorato e a quello del vecchio.

Dalla commedia dell’arte in poi il personaggio dello Zanni/Arlecchino è diventato famoso in tutto il mondo. Oggi una delle rappresentazioni più note e applaudite al mondo è quella dell’Arlecchino servitore di due padroni nato nel 1947 dalla regia di Giorgio Strehler per il Piccolo Teatro di Milano. Da allora è sempre lo stesso attore Ferruccio Soleri di ormai 85 anni a impersonare Arlecchino. Soleri ha già da tempo raggiunto e superato il record mondiale per aver interpretato lo stesso ruolo nello stesso spettacolo per più anni, quasi mezzo secolo.

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