Arte

Castello di Gioia del Colle

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Il Castello di Gioia del Colle in Puglia ha origini bizantine e un trascorso normanno ma la sua forma attuale la deve a Federico II di Svevia che nel 1230 rifondò il castello di ritorno dalla IV crociata in Terrasanta. Dopo il sovrano svevo anche Angioini e Aragonesi abitarono il castello. Come è noto Federico II era un uomo colto, eclettico e amava affiancare stili diversi tra cui, in architettura, prediligeva quello islamico. Infatti nel cortile del castello ci sono tanti elementi ispirati a modelli arabi. Dal cortile si accede alla sala del forno da cui parte un piccolo spazio sotterraneo, un tempo utilizzato come prigione. Sulla parete di questo stanza minuta sono scolpite due rotondità che secondo la leggenda rappresentano i seni di Bianca Lancia, amante del re e madre di Manfedi. Questa stanza si trova ai piedi della Torre, appunto detta dell’Imperatrice, nell’angolo Sud-Est del castello. Si narra che Bianca Lancia incinta fu imprigionata nelle segrete del castello di Gioia del Colle perché Federico II era folle di gelosia per lei. In risposta al gesto di offesa subito, dopo aver dato alla luce Manfredi, Bianca Lancia si uccise con un pugnale dopo essersi recisa i seni che mandò all’imperatore su un vassoio insieme al figlio neonato. Nel 1964 Pier Paolo Pasolini girò in questo castello le scene della reggia di Erode e quella della danza di Salomé nel film “Il Vangelo secondo Matteo”.

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