Tendenze

Chanel n°5

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Non voglio nessun olezzo di rose o mughetto” disse Chanel al chimico Ernest Beaux, “voglio un profumo elaborato”. Beaux miscelò le essenze provocanti riservate alle prostitute, come il muschio e il gelsomino, insieme ad altri 80 ingredienti e agli aldeidi, prodotti di sintesi efficaci nel prolungare l’aroma, ma anche molto costosi, per questo non erano molto utilizzati all’epoca. Beaux lavorò a lungo fino a comporre un profumo totalmente nuovo e non riconducibile ad alcuna essenza specifica. Nacque così Chanel n° 5. “Ho lanciato la mia collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno, lascerò che questo numero porti fortuna”. Si racconta che Chanel lo abbia scelto dopo aver annusato cinque boccette di prova. Con più di 80 milioni di flaconi venduti Chanel n° 5 è l’essenza più venduta di ogni tempo. Tutto di questo profumo è leggenda, anche il flacone. In barba alla tendenza dell’epoca ad utilizzare boccette complicate, Chanel volle un semplice bottiglia in vetro trasparente con un’etichetta minimale in bianco e in nero. Il primo flacone prodotto nel 1919 era più piccolo e più arrotondato rispetto a quello conosciuto oggi, la cui produzione iniziò nel 1924. A metà degli anni ottanta la boccetta di Chanel n°5 fu consacrata da Andy Warhol nell’opera pop art intitolata Ads: Chanel. Dopo la guerra la più grande testimonial del profumo è stata Marilyn Monroe. “Cosa indosso a letto? Due gocce di Chanel n°5”, è la celeberrima risposta che l’attrice diede in un’ intervista rilasciata nel 1952.

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