Arte

E quindi uscimmo a riveder le stelle

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Termina così la Cantica dell’Inferno di Dante Alighieri. Sono gli ultimi versi del Canto 34° dedicato ai traditori dei benefattori, tra cui c’è Lucifero, l’angelo buono che dopo aver tradito Dio è stato condannato a starsene per metà confidato nel ghiaccio, a testa in giù.

Durante il viaggio nell’Inferno Dante e Virgilio arrivano fino al centro della terra per poi risalire verso il purgatorio. Il viaggio sotterraneo di Dante e Virgilio dura 24 ore, iniziate nella selva oscura (incipit della Commedia) al tramonto.

Non solo l’Inferno, ma tutte le tre Cantiche si concludono con la parole ‘stelle. L’ultimo verso del Purgatorio è “puro e disposto a salire le stelle”. Per Dante le stelle sono un segno e un simbolo importante perché rappresentano l’aspirazione e il desiderio (de-sidera=mancanza di stelle) più naturale e nobile dell’uomo a dare il meglio di se stesso.

Per il poeta le stelle servono da guida e riferimento, finché lo sguardo è puntato ad esse l’uomo è motivato a salire e a trarre ispirazione da ciò che è bello e buono in senso morale. Non a caso la conclusione del Paradiso è “l’Amor che move il sole e l’altre stelle”.

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