Arte

La bellezza commestibile

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L’unica differenza tra un pazzo e me consiste nel fatto che io non sono pazzo. La differenza tra me e i surrealisti è che io sono surrealista

L’artista catalano Salvador Dalì era un genio rivoluzionario scandaloso ed eccentrico. Lo era in modo talmente radicale e profondo che nel 1936 venne cacciato dal fondatore del Surrealismo Andrè Breton.

Dalì aveva una predilezione per i temi che avevano a che fare con il cibo e con la sessualità.

Negli anni arrivò a elaborare una sua personale concezione del bello secondo cui

la bellezza sarà commestibile o non sarà

come scrisse nell’articolo pubblicato nel dicembre 1933 nella rivista Minotaure dal titolo Della bellezza terrificante e commestibile dell’architettura Modern Style.

Di fatto i riferimenti al cibo nelle opere di Dalì rimandano sempre a temi sessuali e viceversa. Tra i simboli ricorrenti ci sono le uova e i filoni di pane reciprocamente simbolo della realtà intrauterina femminile e di quella riproduttrice maschile.

Questa associazione compare con chiarezza nelle opere Pane antropomorfo-pane catalano del 1932 e Uova al tegame senza tegame [in foto] dello stesso anno.

In quest’ultimo le protagoniste della tela sono proprio le uova, come indica il titolo descrittivo seppure allusivo nella sua contradditorietà. Una caratteristica questa di molti titoli delle opere di Dalì che meritano già di per sé l’attenzione di chi le guarda e di chi li legge.

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  1. Pingback: Il surrealismo gastronomico di Salvador Dalì | OggiScopri

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