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La scherma di Mangiarotti

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Edoardo Mangiarotti era uno schermidore ed è l’atleta italiano più medagliato nella storia dei Giochi Olimpici.

Tra il 1936 e il 1960 salì sul podio olimpico 13 volte. A cui si aggiungono 26 medaglie conquistate ai campionati mondiali. Classe 1919 iniziò con le Olimpiadi di Berlino, quelle di Owens e Hitler. Chiuse la sua carriera a Roma dove fu portabandiera durante la cerimonia di apertura. Ma non solo, a Roma Mangiarotti vinse un oro nella spada e un argento nel fioretto. In quegli anni l’atleta scriveva anche di scherma per la Gazzetta dello Sport. Quando a Roma scese da vincitore dalla pedana corse a scrivere il suo pezzo per il giornale:

Gli spadisti hanno appena conquistato la 13ª medaglia d’oro, per la scherma la 2ª, e a testimonianza che essa non è morta, che è più viva che mai e che l’avvenire la troverà attrice come esempio di disciplina e di volontà”.

Edoardo Mangiarotti era nato a Renate, un paesino di 4 mila anime in Brianza. La madre Rosetta già tirava di scherma e anche il padre Giuseppe era stato atleta olimpico a Londra nel 1908. Giuseppe era maestro di scherma e volle che Edoardo diventasse ambidestro. All’età di 11 anni gli insegnò a tenere l’arma con entrambe le mani e con la stessa maestria, un vantaggio non da poco in pedana dove l’atleta era in grado di cambiare guardia nel corso della stessa competizione.

A Mangiarotti è dedicata la principale sala di scherma di Milano, dove visse fino alla morte nel maggio 2012, pochi mesi prima delle Olimpiadi di Londra. Quell’anno gli organizzatori hanno tributato a lui e a tutti i grandi protagonisti della storia delle Olimpiadi una fermata della metro della città.

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