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L’Angelo e la Gazzella

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La Gazzella Nera e l’Angelo si incontrarono ai Giochi Olimpici di Roma 1960. 

Lei, statunitense, era Wilma Rudolph, l’atleta che commosse il mondo per la storia di riscatto dalla poliomielite che la aveva colpita da bambina, nonché vincitrice di 3 ori nella corsa.

Lui, italiano, era Livio Berruti, campione olimpionico dei 200 metri piani che tagliò il traguardo di Roma con indosso gli occhiali da sole.

Lo soprannominarono l’Angelo per la grazia della sua falcata e la leggerezza della potenza che ancora oggi è un punto di riferimento per lo stile degli atleti nella corsa.

I due si conobbero in quell’occasione e subito la bella Wilma fece breccia nel cuore dell’italiano. Ma della loro intesa è rimasta solo qualche fotografia, tra cui quella famosa in cui si tengono per mano passeggiando per le vie di Roma.

Nei giorni delle gare infatti un altro atleta aveva messo gli occhi su Wilma, un pugile statunitense candidato all’oro. Lo staff degli USA sconsigliò vivamente a Berruti di infastidirlo. Quel pugile che stava dietro alla Gazzella Nera era un certo Cassius Clay.

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