Arte

L’ultima Pietà

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Il trasloco dell’ultima Pietà di Michelangelo da un’ala all’altra del castello Sforzesco di Milano è costato più di un milione di euro. Nell’impresa sono stati coinvolti architetti e artisti del calibro di Renzo Piano ed Ermanno Olmi. Proprio in questi giorni sono stati ultimati i lavori di restauro e trasporto della Pietà Rondanini.

Dalla sala degli Scarlioni, che la ha ospitata per più di 60 anni in mezzo alle altre opere dei musei civici milanesi, la statua è stata portata all’ex Ospedale Spagnolo in una sala solo a lei dedicata, sempre all’interno del Castello Sforzesco. Il nuovo Museo sarà inaugurato il 2 maggio in occasione di Expo e per la prima settimana sarà gratuito.
La Pietà di Michelangelo, detta Rondanini (dal nome del suo primo acquirente), è l’ultima opera su cui l’artista lavorò prima di morire. Fu trovata nella sua casa romana in piazza Macel de’Corvi nel giorno della morte avvenuta il 18 febbraio 1564. Dopo la rabbia che lo aveva colto per la spaccatura del marmo della Pietà Bandini e che lo aveva costretto ad abbandonare l’opera dopo averla semidistrutta a colpi di martello, Michelangelo prese a lavorare a questa che fu la sua ultima Pietà.

Anch’essa è un non-finito ed è tuttavia un capolavoro, non solo per la tenerezza e lo strazio della composizione in cui il corpo del Cristo si fonde con quello della madre mentre pare scivolare via da lei, ma anche per la scelta innovativa dell’artista più che ottantenne di inventare una nuova composizione verticale come non si era mai vista prima nelle rappresentazioni del soggetto della Pietà.

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