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Maschere africane

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Tra le forme d’arte africana quella delle maschere è forse una delle più note al mondo.

Tra i popoli dell’Africa subsahariana e occidentale le maschere sono un elemento essenziale dell’identità spirituale, religiosa e sociale delle popolazioni.

Per le tribù africane indossare una maschera vuol dire consegnarsi allo spirito che in essa abita perdendo la propria identità. A far raggiungere questo scopo contribuiscono la musica, la danza e alcune sostanze che allucinogene che talvolta vengono assunte a questo scopo.

Per alcune popolazioni come i Dogon – che abitano sull’altopiano del Mali – le maschere sono uno strumento utile per negoziare con il male e fanno parte di un contesto di rituali magici che si articolano sul ciclo malattia e cura del cui segreto gli stregoni sono i detentori.

Le maschere dei Dogon sono fatte di legno, di semi e di conchiglie. I soggetti più diffusi tra le maschere sono gli animali, le donne e gli avi. Tra tutte le maschere Dogon spicca quella monumentale che rappresenta il serpente iminama, che può raggiunge anche i dieci metri di altezza e che viene conservata in una grotta segreta.

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