Arte

Mosaico romano

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Che le origini del frutto dell’ananas siano sudamericane, è indubbio. Che la maggior parte degli europei ne vennero a conoscenza nel 1493 a seguito del secondo viaggio oltreoceano di Cristoforo Colombo è la versione storica più verosimile.

Eppure ci sono alcune curiose eccezioni che rendono la storia di questo frutto particolarmente interessante. Nella sezione di palazzo Massimo alle Terme del Museo Nazionale Romano di Roma è conservato un pavimento a mosaico di epoca romana di età compresa tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., in cui è rappresentato un cesto di frutta dove al centro spicca un ananas.

Una delle ipotesi che sono state fatte è che il mosaicista abbia tentato di raffigurare una pigna di pino ornandola con un ciuffo di foglie che viste a posteriori fanno pensare al frutto tropicale.

Ma la somiglianza con l’ananas è tale che è difficile rinunciare a credere che il mosaicista avesse in mente proprio quel frutto quando lo ha rappresentato: per cui è stato ipotizzato un restauro integrativo avvenuto in età successiva.

Ma esiste anche una terza affascinante ipotesi avanzata da Elio Cadelo nel suo libro “I Romani andavano in America. E tornavano pure” che sostiene la scoperta dell’America già ai tempi dei romani.

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