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Reverse logistics: l’incidenza dei resi sul bilancio economico di un’attività imprenditoriale online

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I flussi di ritorno condizionano in maniera diretta i bilanci aziendali perché gli ordini rispediti al mittente vengono svalutati e rimborsati. Come se non bastasse, ai mancati guadagni si devono sommare pure i costi previsti per le spedizioni inverse e i dazi doganali.

Nella maggior parte dei casi, i prodotti vengono restituiti quando non soddisfano le aspettative o risultano difettosi. Condizioni che possono determinare lo smaltimento o l’eventuale rivendita del reso, ma entrambe le opzioni non compensano le spese sostenute a causa del recesso.

Per ridurre queste perdite vengono formulate delle specifiche strategie logistiche, soprattutto per le spedizioni internazionali da effettuare col supporto di Spedire Subito e dei servizi disponibili per i resi all’estero. Così si possono ottimizzare i processi di trasporto a ritroso che gravano sui margini di profitto delle attività imprenditoriali online.

Questo ciclo inverso prevede la riduzione della tempistica necessaria per la gestione dei beni tornati indietro tramite dei flussi di ritorno più reattivi e funzionali. Ecco i presupposti alla base delle pratiche di reverse logistics applicate agli e-commerce e alle spedizioni internazionali.

La velocità di rotazione al centro della reverse logistics

Le fasi operative dei rientri e delle successive verifiche vengono velocizzate fin dalle iniziali richieste di reso. Così i prodotti ritirati possono raggiungere i centri di smistamento nel minor tempo possibile grazie all’efficienza del percorso di ritorno.

Un processo logistico concepito per un duplice scopo:

  • Ridurre i costi variabili delle restituzioni
  • Prevenire l’obsolescenza della merce rispedita

I colli restituiti vengono esaminati e classificati in base alle condizioni emerse durante la fase di ispezione. Il personale specializzato esegue questo controllo accurato, prima di stabilire il nuovo destino del reso.

Le merci tornate indietro seguono tre strade differenti al termine dell’accertamento:

  1. Ricollocazione nel magazzino
  2. Riparazione
  3. Riciclo dei materiali separabili

Nel primo gruppo rientrano gli articoli integri ed intatti destinati all’immediata rivendita  mediante una spedizione internazionale, mentre la seconda categoria è composta dai prodotti che si possono recuperare con delle apposite operazioni di ricondizionamento.

Dei tecnici esperti rigenerano questi beni in linea con gli standard più accettabili del mercato dell’usato garantito. Con l’ultima opzione disponibile, invece, i resi irreparabili vengono riciclati e trasformati in nuovi componenti per la produzione industriale.

L’impatto e il peso degli ordini rispediti per le attività imprenditoriali

I prodotti restituiti che non vengono gestiti secondo le logiche della reverse logistics giacciono nei centri di smistamento, dove perdono valore per colpa dell’obsolescenza e di processi logistici troppo macchinosi.

Anche le politiche di reso che condizionano i comportamenti di consumo subiscono le conseguenze delle procedure ormai inefficaci ed inadatte. Ecco perché nella reverse logistics vengono ottimizzate tutte le fasi indispensabili per il recupero di un articolo restituito.

Nessuna merce tornata indietro diventa un ingombro quando sussistono le condizioni per una nuova spedizione internazionale. Così vengono arginate le spese variabili provocate dai recessi perché pure i giochi da tavolo continuano a suscitare interesse nel tempo.

Ciascuna categoria merceologica è soggetta in maniera differente alle conseguenze dell’obsolescenza o di un problema prematuro, ma la reverse logistics garantisce un’ulteriore opportunità sia al bene restituito che all’azienda produttrice.

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